ISIS a Manchester

Difficile trovare altre parole per quello che è successo a #Manchester. Il fatto stesso che siano stati volontariamente colpiti dei bambini, dei teenagers, è aberrante.

Fiori per le vittime a Manchester.

Fiori per le vittime a Manchester.

Quello che mi sento di dire è che abbiamo difronte qualcosa che si può riassumere semplicemente così: il male assoluto. Non so davvero più come descrivere il fenomeno integralista islamico. L’ISIS è solo una delle facce, non ci dimentichiamo di Al Qaeda, Boko Haram, Al Shabab, Al Nusra e altre sigle minori che dimentico.
E il male deve essere sconfitto, completamente, sotto tutti i punti di vista: politico, economico e militare. Fiori, fiaccole, gessetti, sono gesti che contribuiscono ad alleviare il dolore, a sentirci più vicini, a sopportare meglio la perdita di tanti di noi, ma subito dopo dobbiamo essere coscienti che purtroppo siamo in una fase della storia dove è di nuovo necessario avere la mano ferma e non farci fregare da chi sta usando le nostre stesse libertà contro di noi.
Riflettano bene, coloro che parlano di immigrazione da accettare sempre, coloro che osannano le ONG che vanno a prendere degli sconosciuti quasi sulle spiagge libiche, coloro che ritengono i paesi occidentali colpevoli di tutti i mali del mondo.
Perché questo atteggiamento non fa altro che favorirli, incoraggiarli, esaltarli. Riflettano bene. Davvero.

Tomahawk sulla Siria

Questa notte, alle 2:30 ora Italiana, il Presidente Trump ha ordinato ad alcune navi nel mediterraneo di sparare quasi 50 missili Tomahawk contro la base area di Al Shayrat in Siria. Ufficialmente l’attacco è la risposta all’attacco chimico di 2 giorni fa a Idlib ma in realtà il segnale inviato agli altri attori della regione è molto chiaro e ben più importante degli obbiettivi colpiti dai missili.

Tomahawk!

Un missile Tomahawk parte da uno dei 2 caccia-torpedinieri che hanno partecipato all’attacco di stanotte.

L’azione di Trump rimette, in un sol colpo, gli Stati Uniti al centro della scena medio-orientale, questo perché le possibilità di intervento USA sono molto superiori a quelle degli paesi confinanti con la Siria o vicini ad essa. L’America può far valere tutto il suo peso politico, economico e militare, cosa che aveva rinunciato a fare per tutta l’era Obama, con i risultati che sappiamo. Ora per Russi e Iraniani sarà ben più difficile attuare il disegno di dominio sulla regione cui entrambi aspiravano. Si mette male anche per Hezbollah, che proprio dall’Iran riceve appoggio e si mette invece molto bene per Israele che infatti plaude all’azione di Stanotte. Soddisfatti anche molti degli altri leader occidentali.

Rimane incerto a questo punto il futuro di Assad, con Trump che giocherà la partita per poter sfilare ai Russi e agli Iraniani il controllo del paese e che quindi punterà probabilmente alla sua deposizione o almeno al suo “addomesticamento”. Non dimentichiamoci anche che nelle ultime settimane alcune migliaia di soldati Americani sono arrivati in Siria per combattere l’ISIS e ovviamente queste truppe avranno un peso non da poco, quando sarà il momento di decidere il futuro della regione.

In conclusione, si tratta di un primo passo, finalmente positivo, verso la risoluzione del disastro Siriano, disastro che, non dimentichiamocelo mai, è stato creato in primis da Barack Obama.

Referendum Trivelle: un NO convinto!

Domenica finalmente si voterà per il tanto vituperato referendum sulle “Trivelle”. Il nomignolo è in realtà fuorviante e fin troppo semplificativo perché come si può apprendere informandosi in rete la questione è in realtà ben più complessa. Dopo attenta riflessione nelle scorse settimane ho concluso che la risposta migliore a questo referendum sia un NO convinto e vado a spiegarvi le motivazioni di questa mia scelta.

http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/03/Foto-Comitato-Contro-il-Referendum-del-17-aprile_Ottimisti-e-Razionali-OK.jpg

Iniziamo da quello che è il quesito referendario, ovvero la domanda a cui si chiede risposta. Ecco qua il testo originale:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

Tradotto in pratica, si chiede se vogliamo o no che l’estrazione del petrolio e del gas possa continuare fino all’esaurimento dei giacimenti oppure solo fino alla scadenza della concessione. Tutto questo riguarda le piattaforme che si trovano all’interno delle 12 miglia nautiche di navigazione, in cui sono già vietate nuove trivellazioni. Oltre le 12 miglia nautiche invece si possono anche fare nuove perforazioni.

Continua a leggere

Iran: la politica del compromesso al ribasso

Non è passata inosservata la visita del Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Hassan Rouhani. Del resto, i nostri politici al governo ci hanno messo del loro affinché questo avvenisse e per condire per bene l’evento e far sentire “l’ospite a casa sua” hanno pensato bene di coprire delle statue, opere d’arte per cui la gente arriva da tutto il mondo e che raffiguravano in questo caso dei nudi. La sotto cultura che ha portato a questo ha origini lontane, arriva dai decenni passati e si radica oggi nel comune denominatore che ha sempre radunato tutti quelli che sono contro i fondamenti della società Europea e Americana in generale, cioè l’essere Anti-Occidentali.

L'attuale presidente Iraniano

Hassan Rouhani

Per affari complessivi che ammontano a poco più di 1 punto di PIL (la cifra sbandierata è di 17 miliardi di Euro) si decide quindi nelle segrete stanze di passare in cavalleria tutte le nefandezze fatte dal regime Iraniano dal ’79 ad oggi, dimenticando completamente tutte le persone che hanno subito e subiscono ogni giorno violenza, soprusi e la cattiveria di quello che è, per sua stessa definizione uno stato Islamico. E ci si dimentica ovviamente di tutto il resto, dallo Stato Islamico ai consumi interni che avrebbero bisogno di molta più cura e azioni efficaci anziché degli spiccioli e delle elemosina viste fino ad ora.

Continua a leggere