Uno peggio dell’altro

Potrebbe essere il titolo di un film comico, della serie Fantozzi o i personaggi di Lino Banfi. Invece è l’amara realtà che si prospetta alla fine del ciclo di primarie del Partito Repubblicano Americano.

Dumb and dumber?

Dumb and dumber?

Non sto adesso a ricordare tutti i motivi per cui non voterei Trump, l’ho già fatto nel precedente post e non voglio ripetermi. La situazione è disperata, anche perché il candidato democratico non è presentabile: la Clinton ha dimostrato negligenza nell’affare delle Email, ha scarsa esperienza amministrativa ed è coartefice della peggior politica estera Americana che si sia mai vista. E’ davvero una situazione imbarazzante, nella quale resta molto difficile capire chi, tra questi due inetti, sia davvero preparato per affrontare il lavoro con il più alto livello di responsabilità che si sia mai visto.

Io non voterei per nessuno dei due… Inizialmente avrei espresso una posizione molto refrattaria e molto faticosamente pro-Clinton ma col passare dei giorni e i dati di Sanders che nonostante tutto non molla, viene fuori l’estrema debolezza di una candidata di questo tipo, debolezza che se riflessa su 4 anni di Presidenza potrebbe avere conseguenze gravissime, pari a quelle che potrebbero avere 4 anni di un’ipotetica presidenza Trump.

Resta solo da sperare in un miracolo, a Luglio, a Cleveland. Un miracolo che si chiami Romney oppure Ryan o qualcun’altro che rappresenti in maniera onorevole il più grande partito Conservatore del mondo Occidentale.

Delusione e tristezza. Tanta.

Panama Papers

Sta destando scalpore lo scandalo chiamato “Panama Papers”, un elenco di persone di tutto il mondo che avrebbero evaso le tasse grazie ade uno studio legale del paese centro Americano.

Panama City skyline

Panama City, capitale dello stato centroamericano.

Vi dirò la verità, anche in questo caso sono abbastanza disilluso sulla questione. Da diverso tempo infatti sono convinto che il problema non sia tanto l’evasore ma il paese dal quale si evade. Se lo si fa è perché si pagano troppe tasse e di conseguenza si cerca una scappatoia, un cavillo legale, un appiglio per eludere le imposte. Ovviamente non intendo dire che tutti gli evasori siano delle vittime, ci mancherebbe: non mancano sicuramente gli evasori “seriali”, quelli che lo farebbero anche se le imposte fossero solo al 3% e sicuramente evadere è comunque e in ogni caso un fatto grave. Ma penso anche che al fenomeno si debba rispondere in modo coordinato, intelligente e finalmente diverso rispetto al passato e non solo con la repressione dei trasgressori.

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#GOP2016: la partita si fa seria

Chi vi scrive è un accanito ammiratore degli Stati Uniti d’America. Chi mi conosce già lo sa ma ci tengo a dirlo apertamente per tutti coloro che mi faranno l’onore di leggere questo articolo e magari anche gli altri. Quest’anno è poi molto particolare: si vota per rinnovare il Presidente, la Camera dei Rappresentanti e (non meno importante) 1/3 del Senato. E particolarmente elevato è il carico emotivo e politico di questa elezione che capita in un momento cruciale della storia dell’America e del mondo.

I candidati del GOP.

Ben 17 candidati. Questo è il record di candidature per una competizione detenuto da quest’anno dal Partito Repubblicano.

I fatti del 2015 ci consegnano un mondo in guerra in varie zone del pianeta e a rischio di guerra in altre. Abbiamo assistito, nel bene o nel male, alla fine dell’isolamento dell’Iran, alla riapertura dei rapporti Cuba-USA, agli attentati in Francia, le molestie (e gli stupri) di massa in Germania, in un quadro economico ancora incerto e che si carica anche del rallentamento della Cina, determinante per le arrancanti economie occidentali.
Ovviamente per il 2016 ci auguriamo tutti un miglioramento, me in primis visto che sono un ottimista per natura. Ma dato che un buon pensatore deve saper mischiare bene sia il sogno che la realtà non posso che dire la mia, “a gamba tesa” su quello che sarà, spero, l’esito di questa annata elettorale Americana. Che piaccia o no infatti (anche agli stessi cittadini Americani) la scelta di un candidato piuttosto che un altro determinerà nel bene e nel male non solo il futuro dell’America, ma probabilmente anche quello dell’Europa che data la sua sempre più profonda e lampante fragilità non può fare a meno della protezione dello zio Sam. E il resto del mondo ne ha ancor più bisogno.

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