#GOP2016: Game Over

Purtroppo Trump. Purtroppo il magnate Newyorkese ha battuto (pesantemente) Ted Cruz, in uno stato, l’Indiana, che avrebbe dovuto segnare il passo e spianare la strada alla cosiddetta “Brokered Convention”. In una convention aperta infatti il partito avrebbe potuto “fregare” The Donald, contando sul fattore ABT (Anyone But Trump). Purtroppo invece, il Tycoon non sembra perdere colpi e a sorpresa Ted Cruz si è ritirato, spianando di fatto la strada a Trump verso la nomination. Ormai si tratta solo di una questione formale.

Donald Trump festeggia in Indiana.

Donald Trump vince le primarie in Indiana e Cruz e Kasich si ritirano. Di fatto adesso la nomination è sua, inizia la corsa per la Casa Bianca.

Conservatori in panchina

Chi mi conosce sa che da qualche tempo ho ormai concluso che è nel pensiero Conservatore (in senso Anglosassone) che mi identifico politicamente, anche se non sono ascrivibile alla categoria degli ortodossi dell’area e su certe questioni, soprattutto etiche, sono più un Liberal che un Conservatore.
Detto questo riponevo molte speranze nelle primarie del GOP, soprattutto per rinnovare di riflesso anche qui in Europa, una visione politica di cui c’è un disperato bisogno. Qui in Italia in particolare, dove il Conservatorismo, per ora, non ha mai attecchito, avrebbe fatto estremamente comodo una forte ondata in questo senso proveniente dagli States.
Invece di affilare le armi per riprendersi la Casa Bianca, molti Conservatori USA saranno invece costretti a chiedersi da che parte stare, manco si trattasse di un film Marvel: sostenere Trump e rischiare di macchiarsi di corresponsabilità in tutte le sciocchezze che farà e dirà oppure rompere l’unità del partito e astenersi dalla campagna elettorale?

Perché?

Se fossi li, sinceramente non avrei dubbi. Il Partito Repubblicano ha molte anime ma è parso evidente fin da subito che Trump non fosse parte del GOP. D’altra parte, dato che ritengo la sua Nomination un vero disastro per il partito, mi chiedo come sia stato possibile che uno che per 40 anni ha sostenuto, in un modo o in un altro, il Partito Democratico e i suoi candidati, abbia potuto impunemente candidarsi alle primarie del più grande partito Conservatore del Mondo Occidentale. Mi chiedo poi come sia stato possibile che nonostante presentasse un immagine così distorta e negativa del partito, nessuno abbia mosso un dito per mettere almeno in dubbio la legittimità della sua candidatura. E parlo soprattutto dei vertici dirigenziali, che erano deputati proprio a garantire che il processo delle primarie fosse un processo di crescita e non di declino come invece sono state questa volta.

Repubblicani divisi

Un deluso Ted Cruz nel discorso di saluto in Indiana.

Ted Cruz mentre annuncia la sospensione della campagna. Quest’uomo c’ha provato con tutte le sue forze ad impedire la nomination di Trump ma invece di aiutarlo, molti nel partito gli hanno remato contro.

La rabbia è il sentimento che provo in questo momento. Ce l’ho anche con il gruppo repubblicano al senato, che non ha fatto niente per sostenere l’unica vera alternativa, Ted Cruz. Nessuno ha mosso un dito, salvo eccezioni, tutto perché Ted Cruz ha avuto il fegato di portare avanti le battaglie per cui era stato eletto, giuste o sbagliate che fossero. Poteva farcela davvero, ma serviva un sostegno che non è arrivato. Anzi. Da ultima la dichiarazione di John Bohener, ex speaker della Camera dei Rappresentanti, leggete e vi renderete conto del livello di intelligenza politica medio all’interno del gruppo dirigenziale del GOP.

E in questo casino non si può non citare anche Fox News, che è praticamente diventata Trump TV, abbandonando un ruolo neutrale che sarebbe servito enormemente in queste primarie così affollate. Fa specie poi che nonostante la pessima figura di Trump con Megyn Kelly, giornalista proprio di Fox News, niente sia cambiato, anzi.

I Conservatori hanno finito col ritrovarsi in minoranza nel loro stesso partito. Sembra incredibile ma è così. Nonostante i numeri delle primarie abbiano sempre detto che Trump valeva a malapena 1 terzo di tutto l’elettorato. Fra l’altro solo grazie a molti Democratici che si sono iscritti alle liste elettorali Repubblicane. Anche questo elemento doveva far riflettere ma molti hanno preferito la strada facile, cioè accordarsi al Tycoon.

Inadeguatezza dei contendenti

La vergogna maggiore dovrebbero provarla gente come Chris Christie e Ben Carson che si sono dimostrati dei veri volta faccia. Carson in particolare si vantava di essere esterno, quasi sopra le parti, predicava unità ed ha finito col sostenere il più divisivo dei candidati. Di Christie c’è da dire poco, l’abbraccio con Obama rende ancora più futili e stupidi i toni che ha usato mentre faceva finta di correre per la presidenza.

Ma la palma di candidato più inutile va di gran lunga a John Kasich. E’ rimasto in corsa molto oltre il politicamente lecito e non ha fatto altro che togliere voti preziosissimi a Ted Cruz. Il tutto con la scusa di contribuire ad arrivare ad una Brokered Convention. Quest’uomo è rimasto in gara giusto il tempo di far perdere ogni speranza di vittoria al senatore del Texas e guarda caso si è ritirato proprio il giorno dopo il ritiro di Cruz. Come dire: missione compiuta.

Peggio vs peggio

E’ davvero desolante tutto questo. Doveva essere l’anno della riscossa, del ritorno dell’America al suo naturale ruolo di leadership mondiale, invece saremo costretti ad assistere ad uno scontro tra inadeguati, che nella migliore delle ipotesi ci regalerà praticamente un terzo mandato Obama con Hillary presidente.

Su questo punto ci saranno sicuramente posizioni contrastanti, ma ritengo sia più opportuno per il futuro del movimento Conservatore che questa elezione venga persa. Se Trump vincesse infatti, finirebbe col macchiare per sempre l’immagine del partito e dell’America, fornendo ai nemici del mondo libero argomenti pesanti per attaccare il mondo occidentale. La presidenza Trump sarebbe sicuramente divisiva, costellata di approssimazione, ripensamenti, errori di ogni genere. Non dimentichiamo che Trump è un falso imprenditore di successo, che ha sempre ricorso alle leggi sui fallimenti delle imprese per risollevarsi. Se oggi è ancora miliardario lo deve all’eredità del padre.

I Bush hanno annunciato che non faranno campagna elettorale.

I Bush non sosterranno Trump. Non faranno campagna elettorale, contrariamente a tutte le elezioni precedenti. Anche loro non se la sentono di sostenere Trump.

Dunque non ci resta che Hillary. E credetemi, scrivere questo mi costa. Molto. Ma è anche l’unico modo per poter ripartire, avendo la coscienza pulita dal non aver sostenuto neanche minimamente un personaggio come “The Donald”. E in questi futuri 4 anni ci sarà modo di far crescere le promesse del partito (Rubio e Cruz in primis) e ripartire. Fra 4 anni, con primarie tra Conservatori, senza intrusi e che lancino il GOP alla riconquista di Washington.

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