Midterm 2018: un voto che rafforza Trump

Il Presidente Donald Trump.

Trump vince di fatto le elezioni di Midterm, portandosi a casa un risultato importante. Contrariamente a quanto si aspettavano (e speravano) tutti i media liberal, la famosa “blue wave” non c’è stata. L’onda di eletti Dem che avrebbe dovuto neutralizzare la seconda parte della Presidenza Trump è stata a malapena un increspatura. C’è stato invece al Senato il risultato opposto, accaduto solo 5 volte dalla nascita della Costituzione a stelle e strisce. I Repubblicani hanno infatti guadagnato ben 5 Senatori e tutti di area vicina al Presidente. Importanti vittorie anche in Florida e Georgia, dove i candidati vicini a Trump hanno prevalso sconfiggendo i dirimpettai Dem.

Economia

Come sapete, all’inizio avevo una pessima opinione dell’attuale Presidente ma un giudizio oggettivo deve basarsi sui fatti. Devo riconoscere di essere stato personalmente stupito dal Tychoon, in diversi aspetti. E’ riuscito, anche grazie alla pressione del Partito Repubblicano, in particolare dell’ala che gli è ancora avversa, a sintetizzare bene le sue posizioni con le idee di fondo del GOP.

Ne è emersa una politica sia liberista da un lato, sia “protezionistica” dall’altro. Ma non si tratta di un protezionismo fine a se stesso, bensì volto al fine di rinnovare e rivedere trattati internazionali sfavorevoli: il risultato di tutto questo è stato un impatto più che positivo su un economia che da anni non cresceva così tanto. Il grosso degli effetti dell’azione del Presidente si inizieranno a vedere nei prossimi anni, probabilmente dal 2020 in poi. Già adesso sono comunque evidenti i primi effetti positivi, specie in termini di fiducia da parte dei consumatori e crescita complessiva che l’economia USA registrerà quest’anno.

Mondo

A questo vanno aggiunti i risultati in politica estera. Già la distensione con la Nord Corea varrebbe da sola un punto magistrale per un Presidente che cercherà tra non molto la rielezione. Aggiungiamoci anche la promessa mantenuta sulla revoca dell’accordo con l’Iran e il riallaccio dei rapporti con l’Arabia Saudita e soprattutto Israele che adesso sa di avere un alleato sicuro e affidabile dall’altra parte dell’oceano. Toste le partite con Russia e Cina, specialmente in Siria e Mar Cinese Meridionale, sfide che andranno avanti a lungo. Ma i metodi utilizzati proprio con la Corea del Nord lasciano intendere che Trump alzi la posta per costringere il proprio avversario a mostrare le carte e trovare un accordo.

Immigrazione

Solidità assoluta sull’immigrazione, argomento spinoso ma che sta riuscendo a maneggiare con destrezza. La vicenza della carovana di migranti dall’Honduras ha giocato a suo favore, dato che è diventata l’occasione per rinnovare uno dei suoi più noti cavalli di battaglia: il muro al confine con il Messico. Per intendersi, a me i muri non piacciono: si tratta di una difesa statica che può essere elusa o aggirata e non risolve il problema a monte. Vero è anche che per la maggior parte della popolazione rappresenta almeno un baluardo sicuro contro un fenomeno che l’America deve affrontare ormai da diversi decenni. Di conseguenza la strategia può pagare in termini elettorali e così infatti è stato. Gira voce tra l’altro che la carovana sia stata organizzata e incoraggiata da ONG vicine a Soros. Manna dal cielo per un Trump a caccia di voti in vista delle elezioni.

Strada in discesa

Tutto questo rappresenta per il Presidente un risultato notevole. Aveva contro tutti, esattamente come 2 anni fa, ma proprio per questo suona ancor più incredibile un risultato che lo vede addirittura avanzare al Senato. Alla Camera invece si registra si un arretramento dei Repubblicani ma piuttosto limitato e di facile gestione, specie se sarà confermata come Speaker Nancy Pelosi. Considerando che di solito il Presidente in carica “perde” le elezioni di metà mandato, si può concludere che questo giro elettorale sia stato una vittoria politica chiara. E se si fa il confronto con molti dei Presidenti del passato recente si ottiene un’altra conferma, vedere alle voci Clinton, Obama e Bush.

Adesso inizia la corsa per il 2020 ma Trump potrà andare per la sua strada a testa alta e sarà difficile per i Dem opporre avversari all’altezza. In questo momento infatti, va molto in voga da quelle parti l’idea folle e superata del “Socialismo” perfettamente incarnata da Sanders e dalla isterica Ocasio-Cortez. Un idea che noi Europei conosciamo bene, specie negli aspetti più negativi. Il GOP potrà dunque, tra due anni, facilmente erodere al centro l’elettorato Democratico e ottenere una nuova e probabilmente ancor più larga vittoria. Naturalmente a patto di continuare su questa strada.

Figuracce e somiglianze sinistre

Ricapitolando.

Maurizio Martina, attuale segretario del PD.

Siamo partiti col PD e le esternazioni esileranti dei suoi leader, da Daisy Osakue ai fondi per i disabili, passando attraverso le sparate di Renzi e i moralismi della Boschi. Nel frattempo Boldrini e compagnia cantante, con il femminismo imbecille in scia del movimento #MeToo, hanno cercato di rimanere attaccati al treno con la figuraccia mondiale di AsiaArgento.
Ma niente, perché ti arrestano il Sindaco di Riace e giustamente non può non partire all’attacco un Saviano qualunque, un soggetto che un mese fa idolatrava il procuratore di Palermo per l’indagine su Salvini e adesso grida al regime e alle leggi “Infami” perché improvvisamente quella stessa legalità di cui lui voleva essere bandiera si è rivelata incompatibile con le sue convinzioni politiche. Fa già ridere così ma se penso che questo ha costruito un intera carriera sulla lotta alla Mafia…

Roberto Saviano.

Che pena. E lo dico seriamente perché queste vicende testimoniano una mediocrità imbarazzante da parte di chi, per anni, si è proclamato difensore dei diritti, esperti, competenti, contrari al populismo. Non hanno ancora capito (e chissà se ci riusciranno mai) che sono proprio loro, con questi atteggiamenti, ad essere la miglior garanzia di successo elettorale per M5S Lega, i cui leader stappano vino e spumante ogni volta che uno di questi fenomeni apre bocca e gli da fiato. E questo ragionamento si può tranquillamente estendere all’intero pianeta perché alla base la situazione è la stessa. AfD in GermaniaOrban in Ungheria, la situazione in Polonia e Repubblica Ceca, Trump negli Stati Uniti, Brexit! Continua a leggere

Si a Kavanaugh!

Brett Kavanaugh

La vicenda della conferma del giudice Kavanaugh dimostra in maniera chiara, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che la schizzofrenica interpretazione del concetto di “Femminismo” ha raggiunto livelli liberticidi.
Una persona integerrima, un curriculum di tutto rispetto, una carriera immacolata. Poi arriva una tizia dopo 36 anni e improvvisamente si dovrebbe scartare questa persona per delle accuse non dimostrate e ormai indimostrabili. E’ come accusare un tizio a caso che passa per strada di averti ucciso l’animale domestico e pretendere che vada in gabbia avendo dalla propria parte la propria e sola disperazione.

No, tutto questo è inaccettabile!

Non si può sapere ormai se ci sia stato qualcosa di vero oppure no: è la parola di Kavanaugh contro quella della donna che lo accusa. E in un paese civile vale sempre la presunzione di innocenza. Mi aspetto quindi una conferma del candidato voluto da Trump e spero che i componenti Dem della commissione del Congresso non facciano di un occasione così importante una vetrina per raccattare qualche voto in vista delle elezioni di Midterm. Stesso discorso per quei Repubblicani che si divertono un po troppo a fare l’opposizione interna. Criticare va bene, benissimo, ma con criterio e non per fare campagna congressuale permanente.

Se non basta vedere anche il movimento #MeToo e il caso di Asia Argento, vittima della propria follia.

Idee in Pillole – volume 2

Nuovo mese, tante altre idee in pillole! E’ tempo di fare un riepilogo di quanto accaduto questo mese!

Molestie ad Hollywood e non solo

Avrete sicuramente notato che ultimamente c’è un esplosione micidiale di accuse di molestie sessuali. Prima Hollywood, ora l’Inghilterra, accuse su accuse, anche a decenni di distanza.

Kevin Spacey

Kevin Spacey

Trovo che ci sia qualcosa di perverso in tutto questo: gente come Kevin Spacey viene denigrata e scaricata dal mondo del cinema e dalla TV Americana a causa di un tweet di un attore di secondo piano che fino ad oggi non aveva mai detto nulla sull’argomento. Fermo restando poi che dal racconto dell’attore stesso sembrerebbe che queste “molestie” siano in realtà dei tentativi di approccio un po insistenti e nulla più…
Questo poi pone un altra domanda: quanto si è abbassato il limite delle molestie sessuali? Se provo a chiaccherare con una ragazza alla fermata dell’autobus o in stazione e magari insisto un po per farmi lasciare il suo numero, sto molestando??? Può sembrare una stupidaggine ma ormai siamo a questi livelli e potrebbe capitare a chiunque…

Avevo poi scritto sul caso Weinstein che prima di giudicare il soggetto occorre che la giustizia Americana (che per fortuna non è quella italiana!!!), faccia il suo corso e verifichi tutte le accuse. Ho motivo di credere che in molti casi si tratti di accuse false, infondate o anche esagerate, anche se vista la mole potrebbe anche esserci del vero. In ogni caso il condizionale è d’obbligo, l’individuo è colpevole solo alla fine dell’iter giudiziario e solo oltre ogni ragionevole dubbio.
Dovrebbero invece farsi un bell’esame di coscienza tutte le attrici che per decenni non hanno detto niente sull’argomento perché anche se c’è del vero, dovevano venire fuori prima tutti questi episodi. Troppo comodo farsi avanti adesso, quando ormai molti altri lo hanno fatto!
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Reagan con noi in ferie!

Poche chiacchere in un mese così caldo, ma per chi (come me) non può fare a meno del mondo della libertà, ecco una pietra miliare: il bellissimo ed esaltante discorso di Ronald Reagan alla Republican National Convention del 1984!

Basta guardare i primi minuti per accorgersi di quanto entusiasmo si respirava in quell’atmosfera magica. Un atmosfera generata da 4 anni di splendido lavoro, con un economia in forte ripresa e una postura in politica estera finalmente recuperata.

Splendidi alcuni passaggi e divertenti alcune affilatissime battute. Su tutte il “Some control!” evocato nel passaggio sull’inflazione e l’amministrazione precedente (Carter).

Non vi resta che godervi il video!

Buone vacanze!

E naturalmente non può mancare il link al sito della Reagan Foundation!

Buona visione!