Il disastro elettorale è servito

Un disastro. Se la si guarda dal punto di vista della governabilità (che poi è l’aspetto che più conta quando si elegge un parlamento in Italia) questa tornata elettorale è una vera tragedia. Perché il problema è che non si tratta di un eccezione, di circostanze uniche e irripetibili. Purtroppo la non governabilità è diventata un fatto cronico e se dopo i primi 20 anni di Seconda Repubblica, in cui dei governi tutto sommato stabili, si riuscivano a fare, da 5 anni siamo rientrati nel tunnel degli accordicchi sottobanco, come purtroppo nella prima repubblica. Non siamo andati avanti, anzi, indietro.

Nessuna riforma istituzionale credibile, nessun progresso anche dialettico sulla necessità e sul merito delle riforme da fare. E dulcis in fundo, siamo all’epilogo con una legge elettorale da cani e il risultato di un parlamento ingovernabile. Roba da far diventare il “Porcellum” una legge scritta da uno statista. Ma veniamo ai protagonisti in campo, chi vince, chi perde e cosa (forse) ci aspetta. Continua a leggere

La mia scelta

Si avvicina il momento delle Elezioni, il 4 Marzo è sempre più vicino. Sapevate già di quello che è successo a Direzione Italia e ciò che ne è conseguito, così come la mia scelta di non proseguire sul cammino deciso da Fitto in “Noi con l’Italia”. In questi giorni ho riflettuto quindi, non su cosa fare a livello di politica attiva (di questo mi preoccuperò dal 5 Marzo in poi) ma di quale scelta fare nelle urne.

Mi è capitato spesso in passato di annullare la scheda, mentre in un occasione l’ho lasciata bianca. Ma credo che il tempo di protestare sia finito da un pezzo e a questo giro voglio contribuire a portare il risultato elettorale in una certa direzione. E questa scelta, dopo le considerazioni fatte fino ad ora e considerando il contesto e la situazione del paese, a mio modesto parere, può essere solo Fratelli D’Italia.

Ma faccio il punto per potervi far meglio comprendere il perché della mia scelta.

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Non mi adeguo!

E’ stato un mese difficilissimo. L’incertezza ha regnato sovrana anche se ormai ci sono gli elementi necessari per prendere una decisione. Avrete sicuramente visto e letto il mio articolo di fine anno, sulla manovra che ha portato alla nascita di “Noi con l’Italia”.
Ho passato gli ultimi 40 giorni a cercare di trovare un modo per poter salvare l’impegno profuso nel progetto di Direzione Italia e provare a portarlo in qualche modo nel nuovo soggetto mantenendo una distinzione rispetto alle scelte fatte. Ma tutto si è infranto di nuovo. Il muro contro cui mi sono schiantato è la notizia della fusione tra NCI e UDC, una notizia che non lascia nessuno spazio di manovra e che mi impone, in coerenza con i miei principi e le mie idee, di non entrare nel nuovo partito. Ma facciamo il punto rispetto alle novità intercorse rispetto al precedente articolo.

Il nuovo simbolo

Delle due novità rilevanti rispetto al 31 di Dicembre, questa è sicuramente la più evidente. Il 14 di Dicembre, in quella famigerata conferenza stampa, era stato presentato un simbolo che ricordava parecchio quello del PDL. E facciamo finta che ci stesse bene tutto quanto (del PDL del resto ho un’idea non negativa). Passano 25 giorni e il simbolo cambia, in questo:

Ora: siamo passati in meno di un mese dal leone blu dei Conservatori Britannici allo scudo crociato di Democristiana memoria… Continua a leggere

In vista delle elezioni: noi con i dubbi

Mattarella ha sciolto le camere 3 giorni fa, dunque è partita ufficialmente la corsa alle elezioni che probabilmente si terranno il 4 Marzo. Ma devo essere sincero: le ultime 2 settimane sono state piene di dubbi (e di rabbia) per le scelte fatte dalla dirigenza di Direzione Italia. Molti dei miei “follower” noti e occulti avranno sicuramente notato l’hashtag #IdiDiMarzo, con cui ho pubblicato alcuni post un po’ criptici su Facebook. Ho dovuto fare così, poiché non era ancora chiaro cosa stava accadendo e per certi versi non lo è neanche ora. Ma oggi è il 31 dicembre 2017, è fine anno e credo sia il momento di fare il punto, almeno parziale, di quanto è successo.

Noi con l’Italia

Noi con l'ItaliaQuello che vedete qui accanto è il logo, non di una lista unitaria, non di una federazione di partiti e movimenti, bensì di un nuovo partito. Qualcuno subito si chiederà: ma il partito tuo e di Fitto non si chiamava già Direzione Italia ed aveva un altro logo? Esatto. Lunedì 18 dicembre 2017 si è riunito a Roma il Consiglio Nazionale del partito, il quale ha delegato amplissimi poteri al presidente, ovvero Raffaele Fitto per mettere insieme una nuova forza politica in grado di schierarsi a fianco dei 3 partiti principali del Centrodestra e concorrere al superamento dello sbarramento del 3% imposto dalla legge elettorale.

Fin qui tutto previsto: da tempo si sapeva della necessità di trovare dei partner per andare insieme alle elezioni e superare la soglia. Non è una questione di poltrone, o meglio, non solo di quelle: avere un gruppo in parlamento permette di condurre battaglie che altrimenti sarebbero più difficilmente sostenibili da fuori, permette di votare leggi e decreti, essere determinanti, talvolta, nella risoluzione di controversie parlamentari, per non parlare della possibilità di depositare disegni di legge.

Un partito con un anima

Personalmente sono del parere che la genuinità del progetto di Direzione Italia fosse sufficiente a rischiare da soli, seppur in coalizione, la corsa elettorale. Anche non arrivando in parlamento, il giro sarebbe comunque servito ad espandere la nostra rete territoriale, a far conoscere idee e progetti, a cominciare a riportare al voto quella grossa fetta di elettorato liberale che ormai da troppo tempo giace nel non voto e che ovviamente non si riconosce nei 5 stelle. Ma è anche vero che sono nuovo alla politica e posso capire che chi sta più in alto di me abbia idee diverse e pensi che sia più giusto il tipo di approccio che è stato scelto. Se poi la scelta è fatta da chi fino ad ora ha guidato la barca con coraggio e coerenza, allora posso fidarmi.

Ma la fiducia ovviamente non è eterna e illimitata e non esenta in nessun caso dal diritto di critica. Dunque ecco il punto: c’è modo e modo di andare insieme ad altri alle elezioni e a mio modesto parere è stato scelto quello sbagliato. A maggior ragione visti i personaggi che accompagneranno Fitto in questa gara.

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Idee in Pillole – Volume 3

Da Soros a Tesla, anche questo mese ecco i miei commenti su tutte le principali notizie!

Gli amici di Soros

Da leggere con molta attenzione questo articolo di Maria Giovanna Maglie su Dagospia. Interessante leggere che dei 14 Italiani, ben 13 sono del PD e uno di Sinistra Italiana.
Sarebbe poi divertente chiedere agli amici di PD e SI come mai legano la propria azione politica agli interessi del più spregiudicato finanziere e speculatore di tutti i tempi, cioè l’esatto contrario di ciò che la Sinistra dovrebbe rappresentare.

Il lavoro di Donald

Trump firma ordini presidenziali

Trump firma ordini presidenziali

E’ ancora presto per fare un primo bilancio dell’azione di Trump come presidente. Su un articolo di luglio del mio Blog avevo tentato di riassumere l’azione di Trump nei primi 6 mesi e avevo dato al biondo Presidente un 6 di incoraggiamento. Tutt’ora credo che siamo ancora in chiaro/scuro come azione di governo, cosa che mi aspettavo.
Del resto, come molti di voi sapranno, alle primarie Repubblicane facevo il tifo per Jeb BushMarco Rubio e Ted Cruz.

E’ comunque interessante notare che il Tychoon sta comunque portando avanti in silenzio la sua agenda. Mi sono piaciute anche le prese di posizione molto forti con Corea Del Nord e Iran, anche se con quest’ultima sarei più cauto e consiglierei di prendere tempo per affrontare un problema alla volta.
Su una cosa ho cambiato idea rispetto ad un anno fa: oggi ritengo che sia stato Donald Trump il male minore rispetto ad Hillary Clinton. Quello che mi ha spinto a cambiare opinione sono state due cose: l’atteggiamento di Obama post elezioni che senza alcuna cortesia istituzionale ha creato problemi fino all’ultimo (vedi l’espulsione dei diplomatici russi a 5 giorni dall’insediamento) e l’ostracismo di Hollywood e soprattutto della macchina federale Americana nei confronti di un Presidente discutibile ma comunque legittimo ed eletto democraticamente.

Non oso pensare a come sarebbero andate le cose per il mondo con Hillary alla casa bianca. Continua a leggere