Silvio e il futuro del Centrodestra

Ho appena finito di vedere Silvio su RaiDue. Mi sorgono subito 2 considerazioni spontanee sul futuro del Centrodestra italiano.

Le Primarie

Silvio Berlusconi

Il Centrodestra nei sondaggi è maggioritario e quando è stato unito difficilmente è stato sconfitto e in ogni caso ha sempre venduto cara la pelle. Ma le lacerazioni che stiamo vedendo in questi giorni per le candidature a Sindaco in molte città non sono certo produttive. Proprio non se ne vuole parlare di primarie eh? Bisogna per forza perdere così tanto tempo in trattative estenuanti? Quando si capirà che dare voce alla base è una mossa fondamentale per acquisire solidità e credibilità non sarà mai troppo tardi. Silvio avrebbe l’autorevolezza per poterle chiedere, almeno per i centri più importanti. La Meloni c’ha provato ma sfortunatamente non pesa abbastanza (per ora) nelle urne per cambiare le carte in tavola.

La Merkel

Vedo che il Cavaliere parla di nuovo di vicinanza alla Merkel. Sono confuso. Da leader disponibile e autorevole alla “culona inchiavabile” e poi di nuovo leader aperto al confronto e al dialogo, come stasera. In mezzo i fatti del 2011 e tutto quello che ne è conseguito. Io non mi fiderei più sinceramente. La Geopolitica è un gioco pericoloso e difficile e la Germania guarda ormai da 25 anni solo ai propri interessi. Oltretutto la Merkel stessa è in fase di tramonto e quindi in Europa potrebbe non avere più la capacità di incidere di un tempo.

L’orizzonte futuro

Mediaticamente Silvio tira ancora, non come un tempo ma abbastanza per ricavarsi sempre uno spazio. Però sembra non aver ancora accettato il fatto che sempre meno gente vedere l’Europa alla “PPE” come credibile (men che meno la Merkel e la Germania), dunque il declino, se la situazione resta questa è irreversibile. La mossa coraggiosa sarebbe ripensare il collocamento all’Europarlamento e spostarsi verso un opposizione pragmatica. Anche solo per non darla vinta a chi, in fin dei conti, non si è fatto scrupoli 8 anni fa a mettersi di mezzo. Il futuro del Centrodestra dipende anche da questo.

Il dopo Europee

Mentre i partiti iniziano pian piano a scaldare i motori in vista delle elezioni dell’anno prossimo, il sottoscritto si chiede: davvero chi tiene molto al concetto di libertà economica e alle libertà personali, all’interno del contesto di uno stato sovrano come il nostro, non avrà rappresentanza?

Nuovi slogan ma vecchi schemi

Il quadro della situazione è chiaro e lo conoscete tutti. Si potrebbe riassumere in Sovranisti ed Eurolirici, con i 5 stelle che, al governo con la Lega, tendono di più verso posizioni Euro-critiche. Ma nonostante il Contratto di Governo non sono ascrivibili all’albo dei sovranisti veri e propri. Basta vedere le posizioni di Fico e Di Battista sull’argomento immigrazione ad esempio, dunque fanno categoria a se. In tutto questo manca qualcosa e sapete bene tutti cos’è visto che ve lo ripeto ad ogni occasione utile: un vero partito liberale di massa, come in Italia non si è mai visto. Si potrebbe forse considerare la prima Forza Italia, quella del ’94, ma personalmente non posso ricordare quei tempi. Ero troppo piccolo e non ricordo molto di quell’epoca.

Rimane quindi l’esigenza di costruire un soggetto di quel genere, fermo restando che per fare qualcosa di solido e duraturo ci vuole tempo e pazienza. Ma oggi non si può più solo parlare di liberismo, liberalismo, libertarismo contrapponendolo semplicemente a tutto il resto. Personalmente credo che le differenze tra Sovranisti ed Eurolirici siano profonde e segneranno la politica per molto tempo a venire. Ma sono anche convinto che non siano che un uno “strato” che si sovrappone al vecchio ma consolidato schema Destra-Sinistra, in cui le collocazioni hanno parzialmente reinventato e rinfrescato linguaggio e idee, adeguandole ai tempi che corrono. Esistono ancora quindi le differenze di base che esistevano una volta, sono soltanto cambiati i protagonisti e alcune parole chiave. Continua a leggere

#GOP2016: la partita si fa seria

Chi vi scrive è un accanito ammiratore degli Stati Uniti d’America. Chi mi conosce già lo sa ma ci tengo a dirlo apertamente per tutti coloro che mi faranno l’onore di leggere questo articolo e magari anche gli altri. Quest’anno è poi molto particolare: si vota per rinnovare il Presidente, la Camera dei Rappresentanti e (non meno importante) 1/3 del Senato. E particolarmente elevato è il carico emotivo e politico di questa elezione che capita in un momento cruciale della storia dell’America e del mondo. La sfida delle primarie del Partito Repubblicano entra nel vivo!

Perché queste elezioni sono fondamentali

I candidati del GOP.

Ben 17 candidati. Questo è il record di candidature per una competizione detenuto da quest’anno dal Partito Repubblicano.

I fatti del 2015 ci consegnano un mondo in guerra in varie zone del pianeta e a rischio di guerra in altre. Abbiamo assistito, nel bene o nel male, alla fine dell’isolamento dell’Iran, alla riapertura dei rapporti Cuba-USA, agli attentati in Francia, le molestie (e gli stupri) di massa in Germania, in un quadro economico ancora incerto e che si carica anche del rallentamento della Cina, determinante per le arrancanti economie occidentali.
Ovviamente per il 2016 ci auguriamo tutti un miglioramento, me in primis visto che sono un ottimista per natura. Ma dato che un buon pensatore deve saper mischiare bene sia il sogno che la realtà non posso che dire la mia, “a gamba tesa” su quello che sarà, spero, l’esito di questa annata elettorale Americana. Che piaccia o no infatti (anche agli stessi cittadini Americani) la scelta di un candidato piuttosto che un altro determinerà nel bene e nel male non solo il futuro dell’America, ma probabilmente anche quello dell’Europa che data la sua sempre più profonda e lampante fragilità non può fare a meno della protezione dello zio Sam. E il resto del mondo ne ha ancor più bisogno.

Continua a leggere