Centrodestra, Amministrative, Europee!

Lunga e bella intervista che ho concesso (grazie!!) a Collenews, toccando questioni nazionali e locali! Centrodestra, Amministrative, Europee!

Senza tralasciare un giudizio su questo governo e una digressione sulla vicenda del Ponte Morandi. Ho trattato temi che il Centrodestra deve necessariamente fare per rinnovarsi e vincere il grosso ciclo elettorale dell’anno prossimo. La partita sarà impegnativa e si giocherà sul binario Europeo e quello locale, con importantissimi risvolti a livello nazionale. La vita stessa del governo Giallo Verde potrebbe dipendere da questa tornata.

Aggiungo anche che a breve ci sarà una interessante novità che coinvolge il sottoscritto e altri amici. L’ambito sarà l’intera provincia di Livorno! Qualche indizio? Tenete d’occhio gli hashtag!

Il miraggio della Fibra Ottica

La situazione della Fibra Ottica in Italia è assurda. Ci sono città dove si vola ad 1GB e si ritrovano addirittura una doppia rete FTTH (Fibra fino dentro casa) e paesi, a volte anche in posizioni strategiche come il mio, Collesalvetti, dove invece si continua ad arrancare. Qui sono in corso dei lavori e forse, tra non molto, avremo una connessione decente anche qui ma non è questo il punto.

L’errore di fondo

Abbiamo buttato un patrimonio strategico, la rete telefonica nazionale della vecchia SIP, negli anni 90, regalandola ai privati. L’allora neonata Telecom ha attinto negli anni a vari stanziamenti pubblici per stendere una rete di nuova generazione. In pratica siamo passati da un monopolio pubblico ad uno privato e gli abbiamo pure regalato un sacco di soldi. Telecom, proprio in quanto monopolista, ha fatto molto poco di suo, stanziamenti pubblici a parte. Alla fine ci siamo ritrovati nei primi anni 2000 con una rete inadeguata e vecchia, sia anagraficamente che tecnologicamente.

Poi arriva Renzi, lo scorso anno, con ENEL. Si voleva sanare la situazione e dare al paese una rete di proprietà dello stato che avrebbe venduto le connessioni all’ingrosso (wholesale in gergo) agli operatori commerciali. E’ iniziato così il progetto di Enel OpenFiber che però raggiungerà solo 269 città (su 8000 e passa comuni Italiani) nel giro di ben 6 anni di lavoro.

Enel è una partecipata dello stato, dunque ci mettiamo i soldi noi contribuenti, di nuovo. Mi starebbe anche bene data l’importanza e la valenza strategica di un investimento del genere, peccato però che Enel ha cominciato proprio da dove la fibra (di Telecom) c’era già!! E il risultato è quello che vi dicevo all’inizio. In certe zone banda da buttare, in altre si arranca come negli anni 90.

La via giusta

Cosa si doveva fare? Si doveva imporre per legge la divisione di Telecom in 2, Commerciale e Infrastruttura, riacquistare quest’ultima e centralizzare li gli investimenti, in modo da portare le connessioni veloci PRIMA nei territori fino ad oggi più penalizzati e poi nel resto d’Italia. Si sarebbe potuto approfittare di una rete in parte già esistente e dell’esperienza tecnica dell’operatore in questione.

Da ultima, la sostituzione del famoso “Ultimo Miglio” in rame con la fibra per essere in grado di affrontare con tranquillità le evoluzioni digitali dei prossimi decenni.

In conclusione, con la situazione attuale, rischiamo di pagare di nuovo, per la seconda volta, un bene strategico di primaria importanza. Senza però averlo a disposizione nella maggior parte del paese. Bella fregatura.

Privatizziamo!

“Privatiziamo!” è stato il mio secondo libro dell’estate. Dopo “Il Potere Vuoto” di Lorenzo Castellani, in cui si affrontava il problema del decadimento strutturale delle democrazie Occidentali, ho deciso di intraprendere una lettura più orientata all’economia, ma comunque intrecciata a stretto giro con le tesi espresse nel libro di Castellani. L’autore è Massimo Blasoni, un imprenditore del nord-est attivo nel settore delle residenze sanitarie per anziani.

Privatiziamo

Il libro di Massimo Blasoni.

Devo dire che ero partito nella lettura di questo libro con alcune certezze. Ci sono ruoli che è opportuno lasciare al privato e altri che è opportuno lasciare al pubblico. Questa certezza non è cambiata una volta finito di leggere ma ho scoperto ruoli e funzioni esercitabili dal privato che non immaginavo possibili.

E’ sicuramente merito dell’esperienza di Blasoni nel campo e ciò mi porta anche a confermare l’idea di fondo che mi sono fatto sul mondo dell’imprenditoria in questi anni. Un imprenditore ha una visibilità quasi completa della realtà di un paese, perché in qualche modo interagisce con tutte le parti principali in gioco. Vale per i consumatori (il popolo), le altre imprese (fornitori o possibili altri clienti), le istituzioni a tutti i livelli (per autorizzazioni, permessi, ecc…), le banche (per finanziamenti o altre operazioni). Dunque il contributo di un imprenditore alla vita democratica di un paese è fondamentale, soprattutto in termini di idee e tracce su cui lavorare. E l’Italia ha un estremo bisogno di rinnovamento.

Privatizziamo tocca tutti gli aspetti della crisi Italiana e propone anche audaci e illuminanti soluzioni per migliorare settori come sanità e istruzione.

Link su Amazon