Rifiuti Zero

Rifiuti Zero
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Subito dopo aver letto il libro di Cottarelli sulla Spesa Pubblica mi sono cimentato nella lettura di questo piccolo volume. 220 venti pagine ma scritte in maniera semplice, relativamente poco tecnica e per di più in caratteri relativamente grandini. Un libro che è tanto semplice quanto importante da leggere perché ci da una visione corretta di come dovrebbe essere una buona gestione dei rifiuti nel 21° secolo.

Non tutto nel libro mi convince al 100%. Ma i punti in cui mi trovo in disaccordo sono perlopiù sfumature rispetto a quanto Rossano Ercolini afferma. Il motivo principale che mi ha spinto a leggerlo è la “missione”, che nel mio piccolo mi sono dato, di portare una migliore concezione delle politiche ambientali nell’ambito del mondo del Centrodestra italiano. Il tutto seguendo un approccio liberale e liberista ai problemi climatici, e alla gestione del territorio e dei rifiuti. In questo libro, posso dirlo con convinzione, non c’è nessun preconcetto verso il mondo dell’impresa. Dunque è una lettura che consiglio a qualunque militante della nostra area politica o anche a comuni cittadini che vogliono comprendere meglio la problematica e le possibili soluzioni.

Le sfumature

Non sono a dire il vero molti i punti in cui mi trovo in disaccordo con Ercolini. Il più meritevole di menzione è la questione del “Porta a Porta”, PaP per gli amici. Il metodo in questione, quando si parla di raccolta dei rifiuti, è sicuramente il più efficace: il cittadino viene “controllato” al momento della raccolta e vengono subito rilevate incongruenze nel conferimento nei “sacchetti”. Di fatto diventa necessario per ogni individuo imparare a differenziare correttamente il rifiuto. Inoltre non è più possibile l’abbandono selvaggio di materiale alieno ai cassonetti (che non ci sono più). Questo porta di conseguenza a raggiungere in poco tempo percentuali di raccolta differenziata molto più alte rispetto alla media dei comuni italiani.

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Nuova occasione?

Sono in vacanza ma un occhio ai casini politici nazionali lo butto sempre. E vedo che stiamo andando, parrebbe, verso nuove elezioni che sarebbero una nuova possibilità per il Centrodestra di governare questo paese, a quasi 8 anni di distanza dall’ultima volta.

Il mio pronostico, fin dall’inizio, è sempre stato che questa legislatura non sarebbe arrivata a 5 anni, sarebbe finita prima, molto prima. Le due opzioni erano, o il voto con le europee di quest’anno o le regionali del prossimo anno. Sembrerebbe si vada invece verso un voto autunnale, un inedito per la storia della repubblica.

Nuova Occasione
I due Vicepremier, Di Maio e Salvini

I motivi del dubbio

Non posso dire di essere totalmente contento, per 2 motivi:
1) Attualmente la legge elettorale è ancora la stessa con cui si è votato 18 mesi fa. Una schifezza come poche, in confronto il Porcellum è acqua santa. Chi vince deve riuscirci con percentuali davvero alte, altrimenti sono guai. Sembrerebbe che possa andare così ma non ne possiamo esser certi.
2) La coalizione di Centrodestra, non nascondiamocelo, non gode di ottima salute. O meglio , la parte Sovranista si, quella che in teoria dobrebbe essere Liberale e Atlantica no. Anzi, sta sempre peggio ed è ormai agonizzante. Berlusconi sta portando FI ad implodere e niente fa sperare in un cambiamento. Toti mi sembra in gamba ma da dopo Fitto non mi fido più al 100%. In mezzo a tutto questo molte parole ma nessun programma veramente liberale, conservatore e federalista.

E in ogni caso, dopo…

Poi c’è la questione finanziaria: chiunque vinca dovrà fare per forza di cose una manovra pesante. Servono 23 miliardi solo per evitare l’aumento dell’IVA, più gli eventuali soldi per i tagli fiscali. E non possiamo farli a debito perchè siamo già messi malissimo, sia in termini di debito assoluto, sia di interessi, con lo spread che di certo non andrà calando.

Supponendo che il CDX unito vinca le elezioni, come faranno i nostri eroi a risolvere il rebus? In questi anni, la coalizione, purtroppo, non ha saputo fare vere manovre liberiste e di taglio della spesa pubblica. Si è visto qualcosina, ma c’è sempre stato poco coraggio. Invece della ricetta Thatcheriana e della Reaganomics si è visto al massimo qualche piccolo balzello in meno. E rimane alla memoria quel piccolo taglio di 6 miliardi nel 2004 che fu gestito malissimo: pochi spiccioli in più in busta paga che, comprensibilmente, sembrò una presa di giro per molte persone. Più saggio sarebbe stato abolire una tassa come il bollo auto, il canone RAI e qualche altro balzello che sul bilancio dello stato pesa poco e nulla.

Insomma, quello che mi preoccupa è semplice: sfrutteremo o sprecheremo ancora una volta la nuova occasione che ci si presenta? Sapremo fare, finalmente (molto) meglio del passato?

Sempre che ovviamente, alla fine, si vada a votare davvero.

Follie stataliste

Solitamente quando si parla della politica economica di questo governo finisco per criticare assai aspramente le politiche del M5S e le sortite di Di Maio. Stavolta però, purtroppo, mi tocca criticare pesantemente quello che in teoria è un Alleato, ovvero la Lega e in particolare Claudio Borghi. Perché si, stiamo parlando di follie stataliste a marchio Leghista.

Claudio Borghi

Nel post qui sotto, ripreso da un amico liberale, come vedete si espone e fa un certo tipo di affermazione… Un affermazione che non condivido per niente perché un servizio pubblico non dovrebbe mai essere in perdita ma almeno in pareggio. Ma soprattutto perché riflette un idea di Centrodestra al quale sono assolutamente alternativo. L’idea di Borghi, e purtroppo non solo sua, è che lo stato possa intervenire costantemente e insistentemente in tutte le vicende economiche. E’ sufficiente che si ravvisi un grado sufficiente di “utilità pubblica”, anche se questo significa finanziare attività in perdita a spese dei contribuenti. Si tratta di un modo di pensare che può produrre solo debiti e tasse a lungo andare.

Cosa deve essere il Centrodestra

È l’idea che combatto da 3 anni, da quando ho iniziato a fare politica. E la combatto perché è proprio la strada della spesa in perdita e a debito che ci ha tenuto zavorrati al fondo del mare mentre l’onda della globalizzazione arrivava. Invece di “surfare” un opportunità straordinaria come quella (che sia chiaro ha anche dei risvolti negativi) e di usarla per sanare le tante situazioni critiche di questo paese, abbiamo fatto le cicale bruciando miliardi e tempo prezioso. Tutto questo grazie a governi di Centrosinistra, governi Tecnici (di Centrosinistra lo stesso ma non eletti) e governi di Centrodestra, purtroppo, senza abbastanza coraggio.

Borghi, Bagnai e Rinaldi dunque rappresentano una certa continuità con queste politiche, in linea con lo statalismo imperante nel M5S. Mi chiedo: immigrazione a parte, cosa resta di realmente alternativo a PD e Movimento? Dov’è la differenza per l’elettore dal punto di vista economico? Non c’è. Lo statalismo è ovunque, destra, centro e sinistra. Eppure stiamo affondando sempre di più e il tempo passa inesorabile.

L’unica strada possibile

Abbiamo tutti bisogno di meno tasse, meno burocrazia e meno debito, sia chi lo chiede, sia chi non se ne rende conto perché poco avvezzo alla politica o plagiato dai politicanti che promettono di tutto grazie all’intervento dello stato. Follie stataliste appunto. La libertà economica è l’unica strada per risollevare le sorti di questo paese. Spero solo che in Lega se ne accorgano in tempo e tornino i tempi in cui invece che di nazionalizzazione di Alitalia, Minibot e spesa in deficit i leghisti parlavano di deregulation e federalismo.