Figuracce e somiglianze sinistre

Ricapitolando.

Maurizio Martina, attuale segretario del PD.

Siamo partiti col PD e le esternazioni esileranti dei suoi leader, da Daisy Osakue ai fondi per i disabili, passando attraverso le sparate di Renzi e i moralismi della Boschi. Nel frattempo Boldrini e compagnia cantante, con il femminismo imbecille in scia del movimento #MeToo, hanno cercato di rimanere attaccati al treno con la figuraccia mondiale di AsiaArgento.
Ma niente, perché ti arrestano il Sindaco di Riace e giustamente non può non partire all’attacco un Saviano qualunque, un soggetto che un mese fa idolatrava il procuratore di Palermo per l’indagine su Salvini e adesso grida al regime e alle leggi “Infami” perché improvvisamente quella stessa legalità di cui lui voleva essere bandiera si è rivelata incompatibile con le sue convinzioni politiche. Fa già ridere così ma se penso che questo ha costruito un intera carriera sulla lotta alla Mafia…

Roberto Saviano.

Che pena. E lo dico seriamente perché queste vicende testimoniano una mediocrità imbarazzante da parte di chi, per anni, si è proclamato difensore dei diritti, esperti, competenti, contrari al populismo. Non hanno ancora capito (e chissà se ci riusciranno mai) che sono proprio loro, con questi atteggiamenti, ad essere la miglior garanzia di successo elettorale per M5S Lega, i cui leader stappano vino e spumante ogni volta che uno di questi fenomeni apre bocca e gli da fiato. E questo ragionamento si può tranquillamente estendere all’intero pianeta perché alla base la situazione è la stessa. AfD in GermaniaOrban in Ungheria, la situazione in Polonia e Repubblica Ceca, Trump negli Stati Uniti, Brexit! Continua a leggere

Tempo perso

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

2 mesi buttati al vento. Per un verso o per un altro siamo diventati un paese più ridicolo di quanto non lo fossimo già. La figuraccia è totale e si salvano veramente in pochi. Su tutti il presidente Mattarella che personalmente non mi ha mai fatto impazzire ma cui va riconosciuto di aver provato tutte le possibili soluzioni, almeno quelle eticamente accettabili. Poi si passa ai colpevoli e qui distinguo due gruppi:

  • Il primo gruppo, i “creatori” di questa orripilante legge elettorale (PD e FI) insieme quelli che l’hanno votata (PD, FI, ma anche Lega e cespugli centristi vari della scorsa legislatura).
  • Il secondo gruppo, ovvero “gli schizzati” in cerca di protagonismo sfrenato (Di Maio e Berlusconi) e “gli accattoni” (Martina e i suoi) e credo che il perché di questo soprannome sia evidente. Spiace dover essere così caustico ma lo spettacolo visto è stato grottesco e indecoroso.

Ma come si poteva pensare che una legge elettorale così strampalata avrebbe davvero permesso una governabilità di qualche genere?

Ma come si poteva pensare di evitare figure misere, specie di fronte ad una situazione e dei numeri come questi?

Ci voleva cervello

La ragionevolezza avrebbe imposto, già il 5 di marzo, una considerazione che a me sembra semplice e ovvia: i numeri per governi di legislatura non c’erano, si poteva SOLO puntare ad un accordo limitato della durata di un anno, per portare all’election day del 2019 insieme alle Europee e alle Amministrative. E ovviamente poteva essere solo un accordo tra il primo e il secondo arrivato (CDX e M5S) perché il PD può essere criticato in tutti i modi possibili ma quando Renzi dice che le elezioni le ha perse e che vuol stare all’opposizione non gli si può dire nulla. Semmai è miserabile e da accattoni il tentativo di Martina di cercare un accordo suicida con il M5S.

Quanto a Giggino…. Beh, ormai dilagano i Meme su Giggino il democristiano… Quelli che “siamo arrivati primi” alla fine non hanno portato a casa niente e rimediato solo porte in faccia. Oltre ad aver speso una parte significativa della propria credibilità senza ottenere un bel nulla. Troppa rigidità, troppa supponenza, troppa presunzione nel guardare tutti dall’alto verso il basso, quando invece c’era chi stava più in alto di loro.

Dunque siamo da capo e bisogna sperare che non arrivino ventate speculative, e che si riesca ad evitare almeno l’aumento dell’IVA…

Grazie ragazzi, grazie davvero per questa bella frittata di merda.

P.S.
Per il Centrodestra: evitiamo per favore cose del tipo “andiamo in parlamento a cercare i numeri” perché anche questa è roba da democristiani. E la gente non digerisce più queste manovrine…

Cosa va detto a Renzi e Di Maio

I due candidati premier hanno di fatto già iniziato da tempo la loro campagna elettorale. Entrambi si stanno dando da fare mentre le loro macchine elettorali si mettono in moto. I pentastellati puntano dritto su Giggino senza alleanze, come da loro tradizione. Renzi invece prende il treno e spedisce Fassino a fare l’ambasciatore per cercare di ricomporre i pezzi del vaso, anche se ormai le cose appaiono molto difficili.

Qualcuno avverta Renzi che:

  1. #DestinazioneItalia somiglia terribilmente a Direzione Italia. Copiarci il nome non serve, l’originale è sempre meglio  Se poi non mi sbaglio, l’ultimo ad aver usato il treno è stato Rutelli… E non gli è andata molto bene mi pare. Tra l’altro credo che il Treno sia PROPRIO QUELLO. Chissà chi sarà il genio che ha proposto l’idea!
  2. Il Segretario e candidato premier del PD, Matteo Renzi.

    Sburocratizzare e Detassare è un mantra che per 4 anni non ha rispettato. Non è semplicemente successo nulla di tutto questo. 80€ (a qualcuno) e mancette varie (bonus cultura, neonati, ecc…) non sono tagli fiscali. E quando si tratta di sburocratizzare non basta dire di aver tolto 3 commi in qualche legge sperduta. Mettere le mani nelle (si dice) 380000 leggi italiane e portarle a poche migliaia (scritte bene, facili da comprendere e da rispettare), questo è sburocratizzare.

  3. Addossarsi il merito di una ripresa che non c’è è un’idea poco intelligente. La crescita di quest’anno è il naturale rimbalzo che capita dopo ogni ciclo economico negativo. E in ogni caso è magra, visto che l’1,6% dopo anni di stagnazione prima e recessione dopo è la praticamente la norma. Occorrerebbe una crescita ben più solida e sostenuta, questi sono spiccioli.

Qualcun’altro poi avverta Di Maio che:

  1. Andare a Washington a convincere il Dipartimento di Stato che il M5S è filo Atlantico non è convincente, dopo che per anni l’atteggiamento del movimento è stato a dir poco ondivago e incerto. Chiaro che gli uomini di Tillerson gli abbiano detto “Bene, bravo, ci fa piacere!”. Che poi si fidino davvero è tutt’altra cosa. Non per niente lo chiamano T-Rex!
    Direzione Italia è marchio comprovato di Atlantismo da questo punto di vista, di “pastasciutte” l’M5S ne deve mangiare prima di essere credibile quanto noi .
  2. Più in generale diventa difficile capire quale sia la politica estera del movimento.

    Il candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio.

    A dire il vero penso che non la conoscano neanche molti di loro. Quella di Direzione Italia è chiara: l’occidente è la nostra area fondamentale, si sta nella NATO con tutti e due i piedi perché è giusto e perché la libertà non è prescindibile. E detto questo il nostro interesse è di avere un area mediterranea stabile, perché storicamente è il nostro bacino di interesse primario e fonte fondamentale del nostro benessere.

  3. La Raggi a 33 anni pensava di poter fare il Sindaco di Roma con successo. Mi pare che non stia andando affatto così. Di Maio pensa di poter fare il Presidente del Consiglio a 31 anni. Auguri. Non ha la minima idea di cosa lo aspetta. Purtroppo per noi però, se dovesse succedere, ci sarebbe da preoccuparsi. Pensate appunto alla Raggi a Roma e fate le dovute proporzioni. Quale affidabilità e credibilità potrebbe avere un governo Di Maio agli occhi del resto del mondo, dei mercati, dei nostri alleati?? A voi la risposta.
    E spiegategli per bene che la geografia non è un Optional! La Russia non si affaccia sul mediterraneo!!!

E tanti auguri ad entrambi…