Centrodestra, Amministrative, Europee!

Lunga e bella intervista che ho concesso (grazie!!) a Collenews, toccando questioni nazionali e locali! Centrodestra, Amministrative, Europee!

Senza tralasciare un giudizio su questo governo e una digressione sulla vicenda del Ponte Morandi. Ho trattato temi che il Centrodestra deve necessariamente fare per rinnovarsi e vincere il grosso ciclo elettorale dell’anno prossimo. La partita sarà impegnativa e si giocherà sul binario Europeo e quello locale, con importantissimi risvolti a livello nazionale. La vita stessa del governo Giallo Verde potrebbe dipendere da questa tornata.

Aggiungo anche che a breve ci sarà una interessante novità che coinvolge il sottoscritto e altri amici. L’ambito sarà l’intera provincia di Livorno! Qualche indizio? Tenete d’occhio gli hashtag!

Il disastro elettorale è servito

Un disastro. Se la si guarda dal punto di vista della governabilità (che poi è l’aspetto che più conta quando si elegge un parlamento in Italia) questa tornata elettorale è una vera tragedia. Perché il problema è che non si tratta di un eccezione, di circostanze uniche e irripetibili. Purtroppo la non governabilità è diventata un fatto cronico e se dopo i primi 20 anni di Seconda Repubblica, in cui dei governi tutto sommato stabili, si riuscivano a fare, da 5 anni siamo rientrati nel tunnel degli accordicchi sottobanco, come purtroppo nella prima repubblica. Non siamo andati avanti, anzi, indietro.

Nessuna riforma istituzionale credibile, nessun progresso anche dialettico sulla necessità e sul merito delle riforme da fare. E dulcis in fundo, siamo all’epilogo con una legge elettorale da cani e il risultato di un parlamento ingovernabile. Roba da far diventare il “Porcellum” una legge scritta da uno statista. Ma veniamo ai protagonisti in campo, chi vince, chi perde e cosa (forse) ci aspetta. Continua a leggere

La mia scelta

Si avvicina il momento delle Elezioni, il 4 Marzo è sempre più vicino. Sapevate già di quello che è successo a Direzione Italia e ciò che ne è conseguito, così come la mia scelta di non proseguire sul cammino deciso da Fitto in “Noi con l’Italia”. In questi giorni ho riflettuto quindi, non su cosa fare a livello di politica attiva (di questo mi preoccuperò dal 5 Marzo in poi) ma di quale scelta fare nelle urne.

Mi è capitato spesso in passato di annullare la scheda, mentre in un occasione l’ho lasciata bianca. Ma credo che il tempo di protestare sia finito da un pezzo e a questo giro voglio contribuire a portare il risultato elettorale in una certa direzione. E questa scelta, dopo le considerazioni fatte fino ad ora e considerando il contesto e la situazione del paese, a mio modesto parere, può essere solo Fratelli D’Italia.

Ma faccio il punto per potervi far meglio comprendere il perché della mia scelta.

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Primo mese di Direzione Italia

Il logo di Direzione Italia

Il logo di Direzione Italia

Per il primo mese di vita di Direzione Italia, ho pensato che fosse il caso, anche per i tanti che me lo chiedono di scrivere qualcosa su cosa siamo e perché siamo nati. E voglio farlo senza scrivere un articolo pomposo o celebrativo ma dandovi la prospettiva di chi come me non si sente rappresentato dalla classe politica attuale e vede in questo partito l’unica possibilità di fare qualcosa di concreto.

Italia: situazione attuale

Così non va. Per niente. Mentre il resto del mondo si è rimesso ormai ampiamente in cammino dopo la crisi del 2008, la nostra economia ancora arranca, non cresce (a meno di considerare crescita un misero 0,9), non attrae investimenti esteri, non attrae talenti o aziende se non rare eccezioni. Anzi. Le imprese continuano a fuggire, così come i miei coetanei, gli investitori e purtroppo molti cervelli che in queste condizioni non torneranno mai.

L’Italia aveva già enormi problemi strutturali prima della crisi, mai risolti da nessuno dei precedenti governi, ne di sinistra, ne di destra. Il crollo di quasi 10 anni fa, ha semplicemente dato una mazzata tremenda ad un paziente che però era già agonizzante. Adesso si vedono tutti i limiti di quello che è stato il NON fare degli anni passati. Problemi banali diventati difficili, problemi difficili diventati cronici, problemi cronici diventati insormontabili. E l’attuale quadro politico non promette nulla di buono, anzi.

Da destra a sinistra si assiste alla riproposizione di formule vecchie e superate, magari rimesse in sesto alla bene e meglio per avere una parvenza di presentabilità alle elezioni prossime venture. Ma soprattutto è a livello di programmi che si vede la scarsità di lungimiranza. Tutti ripropongono vecchi o finti nuovi cavalli di battaglia, in qualche caso si rubano le idee a vicenda per cercare di strappare qualche elettore all’altro (ponte sullo stretto di messina, reddito di cittadinanza) ma non c’è niente di strutturale e la credibilità è a livelli molto bassi. Probabilmente sono anche troppo buono nel giudizio.

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