Perché scelgo Forza Italia

Ieri mi sono ufficialmente iscritto a Forza Italia. E non posso cominciare a spiegarvi perché senza citare quella che è stata la mia prima vera, intensa e autentica esperienza politica, Direzione Italia. Un partito in cui mi sentivo davvero a casa e che per quanto piccolo aveva un enorme potenziale. Non sono qui per tediarvi con la nostalgia ma per dirvi dunque come mai da oggi apro un nuovo capitolo della mia vita, scegliendo un partito che nel 2016 avevo scartato e giudicato, forse, troppo in fretta. E naturalmente perché faccio questa scelta proprio adesso.

Una foto che ho scattato all’Assemblea Nazionale di Roma il 30 marzo scorso.

La fine di Direzione Italia ha lasciato il campo liberista di destra (nel senso Anglosassone del termine) completamente sguarnito e non rappresentato. Forza Italia infatti, soprattutto negli ultimi anni, non ha rappresentato questa corrente di pensiero che oggi esiste e che è largamente maggioritaria in Italia e in Europa ma si è concentrata abbastanza passivamente sul continuare a rappresentare il PPE in Italia. Lo stesso PPE che è stato architrave a Strasburgo della commistione di burocrazia e interessi nordeuropei che hanno reso l’Unione il fallimento che è oggi.

Ciò ha portato gravi conseguenze alla credibilità del partito e ai consensi nelle urne e oggi vive il punto più basso della sua storia. Ma non è detto che tutto il male venga per nuocere e forse, come dice un saggio proverbio, la notte è più buia subito prima dell’alba.

Dal 94 ad oggi

Per spiegarvi perché ho deciso di iscrivermi devo necessariamente fare un passo indietro fino agli albori. Forza Italia infatti, era nata in un momento molto particolare e delicato della storia italiana. Il 94 era il prodotto di quasi 50 anni di cosiddetta “Prima Repubblica” post bellica, antifascista, divisa in due blocchi tra DC e PCI ma anche democratica, relativamente libera e legata all’Europa e al mondo Occidentale.

C’era un grande obbiettivo alla base della nascita di Forza Italia: rinnovare tutto. Dalle persone nelle istituzioni alle idee, da uno stato pletorico e sovradimensionato ad uno più leggero e magari minimo. Sburocratizzare, detassare, liberalizzare, abbattere i monopoli sia pubblici che privati. Migliorare la giustizia, cambiare le istituzioni. E conservare ciò che di buono aveva reso grande l’Italia: la libertà e la comunanza con l’Occidente e gli Stati Uniti.

Le aspettative erano alte e non era facile realizzare tutto questo, per niente. Ma era possibile farlo e il Centrodestra, con Forza Italia protagonista ha avuto 9 anni di tempo al governo per portare a termine l’obbiettivo. Si è visto qualcosa, ma non è bastato. Certo, i nostri governi sono stati certamente più avveduti di quelli che c’hanno regalato l’Euro, le concessioni autostradali 35ennali, maree di tasse indesiderate, errori pacchiani in politica estera e una sudditanza all’UE Franco-Tedesca imbarazzante. Ma gli obbiettivi che ci eravamo preposti sono ancora li da raggiungere. E bisogna saper fare autocritica prima di poter andare avanti.

Gli errori di Forza Italia

Se si vuole fare un analisi onesta non si può non dire che la stessa Forza Italia e il suo leader in questi anni abbiano fatto molti errori. La maggior parte di questi negli ultimi 8 anni, dal 2011 ad oggi, ma anche prima. L’argomento è vasto, le chiavi di lettura molteplici e servirebbe almeno un libro per analizzare bene l’argomento. Ma si può provare a riassumere citando la madre degli errori, ovvero il famigerato Patto Del Nazareno.

Fu il motivo principale della mia diffidenza di 3 anni fa verso Forza Italia e uno dei motivi alla base della mia iscrizione a Direzione Italia. E’ passato del tempo, ma quell’episodio è rimasto nell’immaginario delle persone in maniera fortemente negativa, probabilmente segnando in un certo senso la fine di un era. Forse, per molti, anche una sorta di passaggio del testimone tra Berlusconi e Renzi, tant’è che molti amici liberali oggi guardano ad Italia Viva con interesse. Qualcuno si è perfino iscritto.

Ma il Patto Del Nazareno non deve far dimenticare anche errori ed insuccessi precedenti: l’errata comunicazione su riforme chiave come quelle della giustizia e della scuola, la sburocratizzazione iniziata ma non proseguita, la troppa vicinanza a Francia e Germania che, come si è sempre visto, non hanno mai fatto i nostri interessi ma solo i loro. E naturalmente, l’insuccesso più grande in assoluto: la mancata Rivoluzione Liberale.

E allora perché questo partito?

Ho iniziato a far politica perché credo ancora che sia necessario cambiare tutto affermando i principi del Liberalismo, del Conservatorismo e del Federalismo. Proprio dal liberalismo e dal liberismo è necessario ripartire in primis. Da quella Rivoluzione Liberale mai arrivata ma di cui si sente oggi tanto bisogno, anche se le parole chiave e il contesto sono cambiati. Ma se è vero che il mondo di oggi è molto diverso da quello del ’94 è anche vero che la lezione del 900 è più attuale che mai. Le ideologie collettiviste hanno perso, il liberalismo ha vinto. Certo, per troppi anni i liberali si sono cullati nella troppa sicurezza dovuta alla vittoria della Guerra Fredda e si sono impigriti. Ma la lezione della storia non svanisce solo perché ci sono delle difficoltà.

Bisogna prendere dunque atto che è cambiato tutto intorno a noi e non si può fare finta di niente. La scommessa sui tempi odierni l’ha vinta chi lanciava l’avvertimento verso le future potenze mondiali e il pericolo del terrorismo. Hanno vinto quelli che già si erano accorti di cosa sarebbe diventata la Cina, di quanto sarebbe stato problematico l’Islam, di come sarebbero saliti alla ribalta paesi come l’Iran o che avrebbero riacquisito peso come la Russia. E ora siamo qui, con la necessità di fare quella rivoluzione che tanti volevano già nel 94 ma in un mondo molto diverso.

l’unico punto di ripartenza possibile

E da dove si parte se non dall’unico partito, che nonostante tutti gli errori e il lavoro enorme che deve affrontare in termini di rinnovamento, può definirsi davvero liberale e liberista? Chi altri dovrebbe parlare di liberismo in Italia, o di Atlantismo, o di Federalismo? Chi dovrebbe e potrebbe mettere in campo un vero e serio partito Conservatore in stile Anglosassone? Quali altri partiti possono parlare seriamente di Ambientalismo e di come coniugarlo con l’Economia di Mercato?

Differenze

La verità è che, pur con tutti i suoi difetti, l’unico partito di questo tipo sulla scena è solo Forza Italia. Parlo realisticamente, considerando nel ragionamento anche Lega e Fratelli D’Italia che pur essendosi molto rinnovati rispetto alla Lega Nord e alla AN del passato, a volte sembrano ancora flirtare con un certo Statalismo. Uno Statalismo figlio del vizio italico di guardare sempre indietro e mai avanti, a ciò che si è stati e non a ciò che si potrebbe diventare davvero, mettendoci coraggio.

Ed ecco quindi che l’unica scelta che posso fare, dopo 2 anni di navigazione in solitaria e di riflessione è proprio questa. Vero, mi ero candidato alle scorse amministrative con Forza Italia ma in quella occasione si era trattato di una collaborazione, nata dal sostegno che mi era stato dato dal partito nelle trattative per la candidatura a sindaco di Collesalvetti. Quell’esperienza, quella delle Amministrative 2019, mi ha permesso di cogliere meglio le differenze tra i 3 partiti dell’attuale Centrodestra. Mi ha fatto capire che se guardo al mondo con l’occhio dei Conservatori Britannici e dei Repubblicani Americani, Lega e FDI, per motivi diversi, non possono essere al momento la mia casa.

un grande partito, la scommessa da vincere

Il mio sogno resta in prospettiva quello di un grande partito unitario di tutto il Centrodestra, stile Partito Repubblicano Americano, ma dovrà aspettare perché prima è necessario riorganizzare l’ala liberista del Centrodestra.

Cruciale sarà quindi la nuova era, la Forza Italia 2.0 dei prossimi 25 anni, dopo i primi 25 da protagonista, con tante luci ma come dicevamo anche qualche ombra. Il partito saprà rinnovarsi? Sarà aperto davvero come succede ai Conservatori Britannici e ai Repubblicani in America? Metterà in discussione se stesso e le sue componenti? E le proprie scelte? Ormai tutti gli schieramenti e partiti hanno attraversato una fase di rinnovamento e Forza Italia è ora in procinto di iniziare la sua. E non può rimandare ancora!

Nuova Era

Non è detto che vada a finire bene, le incognite sono ancora molte perché tanti, forse troppi, sono ancora legati allo schema anni 90 e 2000. Ma c’è anche voglia di cambiamento e di rinascita e sento che per quanto mi riguarda è venuto il momento di provarci. Sono dubbioso ma fiducioso. Il rinnovamento vero di Forza Italia potrebbe diventare una svolta per tutta la politica italiana perché nessun altro partito può proporsi seriamente come Anti-Stato, Anti-Spesa-Pubblica e Anti-Tasse.

Ma voglio che sia estremamente chiara una cosa: io entro con le mie idee! E riguardo il futuro di Forza Italia ho le idee chiare!

Se vogliamo davvero rinnovare non è solo questione di uomini, donne e leader. Serve ridiscutere anche la struttura di partito da cima a fondo e naturalmente il ruolo di Berlusconi. Che è patrimonio e anima del partito ma che non può più essere l’alfa e l’omega. Un partito che deve saper andare avanti con le proprie gambe e rimettere in discussione il proprio assetto quando le cose non vanno bene. Accade così in America e Regno Unito, così dobbiamo fare anche noi.

Liberali, Conservatori e Federalisti

Dobbiamo certamente puntare sulla nostra identità Liberale, Liberista, Atlantica e Occidentale ma facendolo in modo adeguato all’Italia e all’Europa del 21° secolo. Se siamo liberali e liberisti non possiamo sostenere questa UE richiamandoci ancora al Partito Popolare Europeo e senza chiedere alle sue componenti almeno una forte discontinuità. Si alla collaborazione tra i popoli Europei, no alle sovrastrutture burocratiche inutili!

Liberali E ATLANTICI

Trump NON è il Salvini Americano. E’ un Conservatore vicino ai Libertari in politica estera e ai Reaganiani in politica interna.

Dobbiamo svoltare rispetto a chi ha voluto l’UE così com’è oggi, altrimenti qualsiasi velleità di cambiamento si scontrerà con la diffidenza degli elettori. Forza Italia deve mettere il PPE alle strette: serve un cambio di passo radicale, bisogna aprire ai Sovranisti. E del resto su questo siamo sulla buona strada visto che lo stesso Berlusconi ultimamente lo dice spesso. Ma non basta a mio avviso: il cambio deve essere inequivocabile. E se il PPE non capisce in tempi brevi allora è necessario trasferirsi nell’unico altro gruppo del parlamento di Strasburgo in cui un partito come questo può stare: l’ECR, il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. La casa dei Conservatori Britannici, non certo Sovranisti, filo-Russi o Statalisti.

E se siamo Atlantici allora Trump è un nostro alleato, anche perché sta facendo molte cose che avrebbero fatto anche i NeoCon di Reagan e dei Bush. Pensiamo al sostegno ad Israele, al confronto con la Cina, al modo in cui sta tenendo testa all’Iran, alle riforme economiche, al lavoro di ricucitura che sta facendo in medio oriente dopo i disastri di Obama, alle sberle al politicamente corretto. Se ne potrebbe parlare a lungo.

CONSERVAtori

Oggi non esistono Popolari e Moderati. Tutte le sigle che cercando di rifarsi all’elettorato con quei termini sono finite male perché si tratta ormai di termini vuoti e inadeguati ai tempi. Oggi esistono maree di persone che vogliono ciò che desiderano anche i liberali, ma vogliono anche conservare la propria identità e i propri valori con la stessa forza. Di radici Cristiano Giudaiche, Tradizioni, Religione e Cristianesimo parlava tra l’altro anche Don Gianni Baget Bozzo, uno degli ideologi storici di Forza Italia.

E ricordiamoci della Thatcher, che era Euroscettica e odiava l’UE e l’Euro, ma non era certo un Salvini qualunque.

federalisti

E se siamo Conservatori, non possiamo non essere Federalisti, proprio per una questione di rispetto verso popoli e identità. Da nord a sud la domanda di devoluzione di poteri e autonomia non si è mai spenta ed è tutt’oggi viva sul tema dell’autonomia differenziata. E’ un tema chiave da recuperare! Un tema liberale e liberista!

E soprattuto, Umiltà!

Il Centrodestra ha vissuto la sua più grande crisi per colpa del Nazareno e della passività post 2011. Se oggi si vince è per merito degli alleati, che si sono rinnovati e hanno riconquistato ciò che era stato perduto, interpretando bene le istanze del nostro popolo. E’ vero che senza Forza Italia i Sovranisti forse non vincono ma è anche sicuramente vero che Forza Italia non vincerebbe niente senza i Sovranisti. E’ una realtà difficile ma va accettata, almeno per il momento. A volte non è semplice trattare con loro ma in linea generale bisogna anche mettersi nei loro panni. Siamo stati noi a mollare la coalizione per primi facendo l’accordo con Renzi, non possiamo biasimarli. Al massimo, dopo il governo Giallo-Verde, siamo alla pari.

Piazza San Giovanni dunque è stata un ottima ripartenza, un segnale che mancava davvero da tanto tempo. Ma dobbiamo essere umili e ripartire sapendo di avere molta strada da fare. Si può essere fieri di aver costruito il Centrodestra dal 94 ad oggi ma questo non ci rende automaticamente padroni perché il Centrodestra è degli elettori, non nostro. E meno che mai dobbiamo continuare ad atteggiarci, talvolta, come se fossimo ancora un partito del 20%. Non lo siamo, non più, non per ora. Per demerito nostro.

Gli elettori vanno capiti, non denigrati!

E’ agli elettori che dobbiamo rendere conto. Se oggi la Lega domina la scena è perché negli anni non abbiamo portato i risultati che tutti si aspettavano e non abbiamo nemmeno saputo offrire un orizzonte serio di rinnovamento. Abbiamo deluso tanti. I nostri elettori oggi si astengono o votano Lega e FDI. Non sono estremisti come crede qualcuno, non lo diventeranno, ma sono arrabbiati e delusi e vanno capiti nel perché e nello stato d’animo.

La sfida è questa. Forza Italia vivrà se saprà diventare una forza liberista moderna, dalle tante anime, plurale quindi, ma unita sui valori su cui era stata fondata e che oggi vanno solo declinati in maniera diversa. E riaffermati con coraggio anche quando si rischia di perdere qualche voto. Forza Italia vivrà se saprà fare autocritica e prendere coscienza dei tanti errori del passato.

I Sovranisti sono indispensabili per vincere: loro ci completano e noi completiamo loro. E’ un rapporto simbiotico e non può venire meno, pena guai e sconfitte per entrambe le parti. Questo non vuol dire che bisogna piegarsi a qualche diktat prepotente o alla supponenza anche di qualche dirigente locale, tutt’altro: ma agli elettori deve arrivare il messaggio che noi siamo qui, e saremo sempre con i nostri alleati, anche se talvolta litigheremo. Daremo e chiederemo rispetto e parità. E niente più fughe in avanti per nessuno. Si vince e si perde insieme. Questo vuole il nostro popolo e a San Giovanni l’ho visto con i miei occhi.

Eccomi a San Giovanni!

All’Italia serve libertà. Servono persone di buona volontà. Serviamo noi!

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