Essere Europeisti. O no?

Essere Europeisti, di questi tempi, è una gran bella sfida, specie per i liberali che non si adattano ne al pensiero unico mainstream ne alle sirene del mondo Sovranista. La crisi legata al Corona Virus ha imposto ai vari capi di stato e di governo la necessità di spremere dalle istituzioni comunitarie il massimo. Questo per affrontare la più grande emergenza che l’Europa e il mondo abbiano mai visto dalla fine della seconda guerra mondiale. In confronto, l’11 settembre e la crisi dei mutui sub-prime impallidiscono, specie di fronte alle proiezioni sull’economia che stanno circolando in questi giorni. Dunque come giudicare l’Unione alla luce delle azioni compiute e più in generale delle decisioni prese fino ad ora? E di conseguenza, ha senso essere Europeisti oggi? E in che modo?

La bandiera dell'Unione e in teoria degli Europeisti. Ad oggi rischia di apparire sempre più priva di significato. Ahimé.
La bandiera dell’Unione e in teoria degli Europeisti. Ad oggi rischia di apparire sempre più priva di significato. Ahimé.

Questo, ovviamente, tenendo ben sullo sfondo il pensiero sia dei Sovranisti sia degli Europeisti di professione. Ma mentre i Sovranisti sono molto in minoranza nel mondo dell’informazione e della cultura, gli Eurofanatici dal 1992 in poi, hanno cominciato ad insediarsi nelle redazione dei giornali, dei TG, delle radio e dai primi anni 2000 anche in quelle dei siti di punta e delle testate online. Sono diventati una casta, una élite che pretende di essere considerata dotta e illuminata e che giudica guardando dall’alto verso il basso tutti gli altri. In preda a volte a deliri psichedelici da fare invidia anche al più fatto tra i fatti, sparano previsioni, sentenze, analisi. Ma la realtà si giudica in base ai fatti, fatti che puntualmente gli danno torto.

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Piazza San Giovanni: una svolta fondamentale

Sabato 19 Ottobre 2019, in quel di Piazza San Giovanni in Laterano in Roma, verrà ricordata a lungo come un momento fondamentale nella storia. Una storia a volte travagliata, della coalizione di Centrodestra, che però negli anni ha resistito nel suo concetto anche a improponibili e inopportune fughe in avanti di alcuni dei suoi protagonisti. Era da molto tempo che il popolo del Centrodestra, nel suo insieme, aspettava un momento così. Tantissime bandiere, tanti slogan, ma tanta voglia anche di esserci e mandare un segnale chiaro e forte. Non tanto forse al governo più di Sinistra della storia italiana, quanto semmai ai suoi stessi leader, quasi a voler rammentare una profonda verità. Si vince e si perde insieme, uniti, come un unico schieramento e le divisioni non servono a nessuno, se non ai nemici.

Foto presa dal sito de ilgiornale.it.

E in questo particolare momento, questa lezione, risuona in maniera ancor più chiara non tanto per Salvini quanto semmai per Silvio Berlusconi e Forza Italia. La presenza dei forzisti e del leader azzurro infatti, non era scontata e fino a pochi giorni fa anche a livello locale i militanti non avevano neanche indicazioni chiare sulle modalità di partecipazione. Ma alla fine Berlusconi si è convinto e nell’opinione del sottoscritto, che in piazza San Giovanni c’era, la scelta è stata quantomai azzeccata.

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5 stelle cinesi

Dopo queste ultime giornate all’insegna del benvenuto a XiJinping abbiamo capito che se da una parte abbiamo il PD, prono e servile agli interessi di Francia e Germania, dall’altra abbiamo un M5S (5 stelle cinesi direi) che tranquillamente guarda alla Cina come modello di riferimento per il capitalismo di stato.
Il primo passo di uno spostamento geopolitico più che rilevante, proprio nel momento in cui Trump cerca in tutti i modi di fermare o almeno stemperare le prepotenze mercantiliste del dragone asiatico.

In poche parole abbiamo:
1) aperto le porte ad una potenza straniera, con mire egemoniche, che non ha alcun rispetto vero nei confronti di libertà politiche e civili.
2) indispettito e offeso un alleato storico, gli USA, che per 70 anni ci ha permesso di risparmiare decine e decine di miliardi di costi per la difesa tramite la NATO.
3) fatto il primo passo per permettere ai cinesi di inondare ancor più facilmente e aggressivamente il nostro mercato interno da prodotti di aziende sussidiate e di stato che non hanno alcun rispetto per la forza lavoro. In una parola sola: dumping.

Devastante. In prospettiva potenzialmente letale. Su questo, più che sulla TAV, spero che Salvini si renda conto, se mai ne avesse bisogno, che governare 5 anni con questi qua sarebbe la fine.
Al paese serve un Centrodestra Liberale, Conservatore, Federalista e quindi Atlantico in politica estera. Liberista in economia, Europeista nel senso occidentale del termine.

Ma la vera questione è che il lavoro preparatorio per questo sciagurato accordo con i cinesi viene da lontano. Leggere questo articolo di Federico Punzi su Atlantico Quotidiano per rendersene conto e di nuovo. Grazie PD. Grazie 5 stelle cinesi.
http://www.atlanticoquotidiano.it/…/litalia-rischia-di-pag…/